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Produttore: Guido Elmi
Direzione artistica Nopop: Danilo Tomasetta
Produzione in studio, registrazione, editing, missaggio : Max Gardini
www.esterina.it
www.myspace.com/esterinaspace
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:: fuori dal mucchio - lug/ago 2008:
Esterina
Diferoedibotte
Nopop/EMI
La storia dei toscani Esterina affonda le radici nella formazione degli Apeiron, attiva per oltre un decennio tra concerti e registrazioni più o meno sotterranee. Poi il cambio di ragione sociale e l'incontro con Guido Elmi, che ne ha prodotto il disco di esordio e lo ha fatto uscire per la sua etichetta, la Nopop (ed è probabilmente grazie ai di lui buoni uffici che il quintetto è stato invitato ad aprire gli ultimi live di Vasco Rossi). In effetti, si sente che dietro a "Diferoedibotte" c'è la mano di un produttore di esperienza, ché i suoni sono semplicemente impeccabili e gli arrangiamenti pure. Più di tutto, però, si sente la maturità di una band che, in questi anni, ha saputo crearsi un proprio personale immaginario, tanto lirico quanto sonoro: da una parte, le coordinate di un urticante rock chitarristico di stampo marleniano vengono sovente superate grazie all'uso di sintetizzatori, pianoforte (anche elettrico), melodica e vibrafono; dall'altra, i testi trascendono in chiave visionario-impressionistica la quotidianità che descrivono (da qui, immaginiamo, l'uso ricorrente di alcuni termini di matrice dialettale) senza però perdere alcunché in fatto di impatto. Canzoni rocciose, che avvolgono e feriscono, mentre la voce di Fabio Angeli disegna buone melodie la cui orecchiabilità è però spesso volutamente messa in dubbio da parole non altrettanto facili. Un buon esordio, insomma, che rilegge in chiave sufficientemente personale stilemi già ben noti e – pur senza fare miracoli – si fa apprezzare tanto nel particolare dei singoli brani quanto nella visione d'insieme.
:: rumore - ottobre 2008
di Vittore Barone: 8/10
A Massarosa, nella provincia toscana, agiscono per dodici anni con produzioni rock sotterranee e fama forzosamente locale gli Apeiron. Poi un cambio di organico e di denominazione. Esce il cantante e si reinventa alla voce il chitarrista Fabio Angeli. Esterina è una bella poesia di Montale, nome umile e singolare adatto alla terrigna (non)immagine del gruppo. A questo punto il colpo di fortuna, un demo finisce nelle mani di Guido Elmi, factotum di Vasco Rossi, che si accolla l'impeccabile produzione dell'album ed espone il quintetto, abituato ad esibirsi per gli amici del Bar Irene, come supporter del Blasco in concerti oceanici. Loro reggono la botta, anche perchè le dodici canzoni del disco, 50' maturi e senza cedimenti, fan tesoro della solida gavetta. Matrice primaria è il pathos della canzone d'autore, sposato alle avvolgenti intonazioni dell'indie rock Novanta, Marlene Kuntz e dintorni. Trasuda però dai brani (già in video i trainanti Baciapile e Sono come vuoi che sia) anche una spiccata cifra personale, nelle livide liriche insaporite di voci dialettali, tre spanne sopra la media nazionale, così come nelle estatiche progressioni strumentali, con chitarre laceranti e densi ritmi impreziositi da coloriture di vibrafono, theremin ed elettronica. Una vibrante realtà in ebollizione, indipendentemente dalla risposta del mercato.
:: rockerilla - set/ott 2008
di Alessandro Bonetti 8/10
Prima uscita per l'etichetta Bolognese Nopop che per l'occasione debutta coi toscani Esterina. Il loro rock è un compendio di diverse influenze che spaziano dal noise al pop passando per il post-rock: il risultato finale è un disco di musica italiana coi controfiocchi che non si ascoltava da tempo. Il quintetto originario di Massarosa (provincia di Lucca) tesse con disinvoltura trame che coniugano complessità strutturale di fondo con una certa urgenza espressiva, avvalendosi di un arsenale strumentale di tutto rispetto gravitante intorno alla voce ruvida ma calda di Fabio Angeli. Distanti, fortunatamente, dalla banalità di un certo rock italico, i giovani toscani hanno cesellato un disco ricco di spunti, dai particolari ben curati senza per questo perdere in immediatezza. La partenza bruciante di "Senza Resa", dove le chitarre taglienti tratteggiano voluttuose contorsioni sonore, fa da contraltare alla successiva "Fero", ballata malinconica che accumula lentamente tensione. Gli episodi più aggressivi ("Sono come Vuoi che Sia", "Razza di Conquista") non perdono mai di vista una sensibilità pop che dona ulteriore profondità alle composizioni unitamente alla ricchezza di soluzioni musicali estrinsecate dalle coinvolgenti "Baciapile" e "Nodata". Con una scaletta ben equilibrata, "diferoedibotte" è capace di comunicare l'attualità attraverso rabbia e claustrofobia, intimità e naturalezza. Gli Esterina sono usciti fuori dallo scontato e possiedono tutti i numeri per proseguire con successo il percorso musicale intrapreso.
:: blow up - lug/ago 2008
Chissà che effetto ha fatto ai lucchesi Esterina aprire i concerti di Vasco Rossi a San Siro. Ottantamila persone che attendono il loro primo o secondo dio e poca voglia magari hanno di scoprire il fascino di un rock diverso, leqato alla realtà spicciola, regionale: tutt'altro che i soliti raccomandati "di fero e di botte", anche se sorveglia benevolo Guido Elmi, factotum del Vasco ahinoi ancora piu noto. Dal prezioso artwork –sintesi brillante di vintage e postmodernismo all'incedere del pianoforte, dall'uso di toscanismi e lemmi insoliti ("canterali", "spenge". "tarpone") all'epica soffocata della terra e della provincia, tutto in questo disco conduce a un mondo che si va perdendo, affine a stralci dei Virginiana Miller (Sale) con mezzi piu ruvidi. Plauso speciale all'apparente trompe-l'oeil di Ciò che resta: "Non è il mare ad affogare, né la terra a seppellire, non è il vino a vomitare non è il prete a benedire".
Da seguire verso stazioni tirreniche al sole, dove passano treni direttissimi altrove. (7) e mezzo, nel senso delle carte.
Enrico Veronese – Blow Up 122-123 Luglio-Agosto 2008
:: beat magazine
“Di Fero e di botte” è un buon lavoro, mai scontato, dove i frequenti cambi di ritmo e i testi poetici e impegnati (come Lavoro nero) mantengono elevata l’attenzione per tutte le 13 tracce. Fero è un brano straordinariamente intenso, dove il rock e il cantautorato italiano trovano 4 minuti per stare assieme al meglio, razza di conquista è il disagio quotidiano la ricerca del limite, mentre La nostra storia è la relazione che nessuno vorrebbe, tutta interesse e senza passione, con la ripetizione di Amore che ricorda l’amore a pagamento di una prostituta straniera. La cura NOPOP ha quindi fatto bene alla band di Lucca che ha tirato fuori l’attitudine giusta per un lavoro che convince.
:: losingtoday
Ai cinefili, il nome Esterina non risulterà probabilmente nuovo: è infatti il titolo di un film di Lizzani della fine degli anni '50, una di quelle pellicole ambientate nell'Italia del nascente
boom economico, protagonista una ragazza che partiva dalla provincia, come tante altre alla ricerca di un riscatto sociale.
L'omonimia probabilmente non è casuale, vista anche la copertina che utilizza un'immagine in bianco e nero risalente a quel periodo.
"Diferoedibotte" è il primo capitolo della nuova vicenda musicale di un quintetto proveniente
dalla provincia di Lucca, attivo per oltre un decennio col nome di Apeiron, e la prima uscita della neonata Nopopmusic fondata da Guido Elmi (una vita al fianco di Vaso Rossi).
Dodici brani, vicende minime, storie di provincia, spesso dolorose, dominate da un retrogusto amaro, come il senso di oppressione lasciato al risveglio da un incubo subito dimenticato, un passato crudele che ritorna.
Un lieve senso di nostalgia, anche, che accomuna gli Esterina ai conterranei Virginiana Miller.
Suoni che si dipanano tra abrasioni e rallentamenti, tra echi di C.S.I. e Marlene Kuntz e evocazioni dei Radiohead, chitarre ostili, piani e tastiere avvolgenti, un onirico theremin, una nostalgica fisarmonica.
Un indie rock sulle cui spalle si adagia lo scialle della tradizione cantautorale italiana. Densità di sapore sonoro che dà forza ad un disco emozionante.
:: l'isola che non c'era
di Angela De Simone
Finalmente Guido Elmi, da produttore lungimirante quale è, ce li ha fatti conoscere. Ci ha consegnato gli Esterina, uno dei rari spiragli di autenticità della discografia italiana attuale. Diferoedibotte è un album d’esordio, ma è carico di dodici anni di esperienze passate non solo a suonare la musica, ma a trovare il modo per poterla innovare. I testi miscelano l’italiano a termini che derivano dal parlare toscano, ma sono così squisitamente cantautoriali (ne lsenso lato e senz’altro positivo del termine) e si servono di una voce a tratti forse imprecisa ma calda e ruvida, che fa della sua toscanità ostentata uno dei maggiori punti di forza. Le sonorità poi sono un alternarsi di escalation strumentali che richiamano, perché no, un po’ il “fero” a sessioni ritmiche avvolgenti arricchite da chitarre e tastiere incalzanti.
Le tematiche toccate si focalizzano su un’analisi lucida della superficialità della società moderna, resa ancora più evidente dalla fortissima contrapposizione con quei valori antichi ma semplici vissuti dall’uomo di campagna. Su questo si basa la trascinante Baciapile o una Razza di conquista che lasciasenza fiato, nel vero senso della parola. E non bisogna dimenticare l’irriverenza di un’ironia che si serve della purezza dei suoni della natura per raccontare un amore che puro non è, ma incentrato sulla “solida” base del guadagno a tuttii costi. È La nostra storia, che invita caldamente: «amore, attacca la fresa al trattore».
La nostalgia per tutto ciò che è stato sostituito da «un mondo che affoga se stesso» è rimarcata dal suono della fisarmonica, presente in maniera costante in tutti i pezzi più lenti, e molti brani, già di per se costruiti su solide basi melodiche e ritmiche, sono impreziositi da theremin e vibrafono, che danno ancora più forza a un messaggio che già di suo arriva forte e chiaro.
Diferoedibotte sa di terra umida. E sa di aglio e di sputi. Ma sa anche del sole della Versilia e del filtro beffardo che i cinque toscani applicanoalla vita. Il loro sito ci avverte che si tratta di vera propria medicina. Per la salvezza della musica aggiungeremmo noi, con tanto di indicazioni, contenuto, posologia e precauzioni d’impiego. Difficile persino scegliere le pillole migliori. Da usare senza moderazione.
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